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Cos’è il gioco d’azzardo?

 
Prima di affrontare il GIOCO d’AZZARDO PATOLOGICO, è utile comprendere cosa sia il GIOCO d’AZZARDO in sé; il gioco d’azzardo potrebbe essere definito come una “attività ludica” con 3 caratteristiche ben definite:
 
Fornisce un PREMIO tangibile (denaro, beni materiali, etc..)
Implica un RISCHIO (per giocare si deve rischiare una somma più o meno ingente di denaro o altri beni)
La VITTORIA non deriva da delle abilità personali, ma è vincolata al caso.
 
Il gioco d’azzardo non è di per sé dannoso o pericoloso: è l’abuso che lo rende particolarmente pericoloso; a pensarci bene tutti noi abbiamo probabilmente avuto qualche esperienza diretta di gioco d’azzardo (chi non ha mai giocato a tombola in famiglia o comprato un gratta e vinci?) ma per fortuna non tutti ne siamo diventati DIPENDENTI.
 
Il concetto di DIPENDENZA è centrale nel passaggio da gioco d’azzardo e GIOCO d’AZZARDO PATOLOGICO.
Chi soffre di questo disturbo è paragonabile a tutti gli effetti ad un TOSSICO-DIPENDENTE, con la differenza che la SOSTANZA da cui si dipende non viene iniettata, fumata o ingerita, ma agita in modo compulsivo.
 

Il GAP-Gioco d’Azzardo Patologico

 
Il GAP è stato riconosciuto ufficialmente come patologia nel 1980, e dal 2013 viene equiparato ad altri DISTURBI ADDITIVI DA SOSTANZE psicoattive; può essere definito come una “dipendenza senza sostanza” che in alcuni casi si accompagna all’uso di sostanze (droga e/o alcol) e a problemi della sfera emotiva-affettiva-sessuale.
 
Il passaggio verso il GIOCO d’AZZARDO PATOLOGICO è spesso graduale, e viene definito in 5 fasi specifiche:
 
-Fase vincente: il Giocatore si diverte, è gratificato dall’azzardo e spesso VINCE, provando piacere, gratificazione, eccitazione e tensione fisica; tende a sentirsi onnipotente e a sottovalutare i rischi.
-Fase perdente: la fortuna “gira” e il giocatore comincia a perdere; l’abitudine al gesto si affianca/sostituisce al piacere della vincita: In questa fase si riscontra il rischio maggiore di sfociare nella PATOLOGIA del gioco d’azzardo patologico.
-Fase di disperazione: il tempo ed il denaro impiegati per giocare aumentano sempre di più, si iniziano a fare debiti per trovare denaro da giocare, e può iniziare una sintomatologia depressiva legata al senso di colpa e di vergogna per i soldi persi.
-Fase di Chasing: la persona ormai MALATA perde il “contatto con la realtà” e vede nel gioco stesso l’unica forma di riscatto per pagare i debiti contratti (a causa del gioco stesso) e rimettere in sesto la propria situazione economica e le relazioni (che nel frattempo si sono deteriorate) e inizia a “RINCORRERE LE PERDITE” pensando in maniera OSSESSIVA a come procurarsi il denaro per giocare. Durante questa fase si “distruggono” le relazioni con amici e parenti e si ha un “decadimento fisico” a causa dello stress e delle continue frustrazioni. In questa fase sono possibili delle co-dipendenze con altre sostanze (alcol e/o droga) che servono a distrarre dalle frustrazioni e della realtà.
-Fase di crescita: se la persona viene “presa in tempo” da professionisti e/o servizi pubblici, c’è la possibilità di un lento e graduale miglioramento.
 
Si tratta di un “comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco”, che compromette aspetti della vita personale, familiare e lavorativa della persona, i cui sintomi principali sono:
 
Bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
Irrequietezza e/o irritabilità quando si tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
Insuccesso nel controllare, ridurre, o interrompere il gioco d’azzardo
Eccessivo tempo dedicato all’AZIONE e/o al PENSIERO dal gioco d’azzardo
Ricorso al gioco d’azzardo per sfuggire a un disagio
Investimento sul gioco per rientrare delle perdite di gioco
Bugie ricorrenti per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo
Messa a repentaglio di persone, lavoro, opportunità scolastiche o di carriera per il giocare d’azzardo

 

Alcune considerazioni..

 
Il GAP NON è una problematica solamente economica; spesso si è abituati a considerare la perdita di denaro come l’elemento più evidente della dipendenza, nonché la causa principale per cui chiedere aiuto.
 
In realtà la questione della “perdita di denaro”, per quanto sia uno degli aspetti che maggiormente induce sensi di colpa, vergona e può innescare gesti pericolosi (sia legati a tentativi di suicidio che di reperimento illecito di tenaro) non basta a definire un disturbo da gioco d’azzardo patologico, facciamo un esempio:
 
Se una persona giocasse 8 ore al giorno alle slot machine, o al bingo, o ai gratta e vinci, ma invece di perdere denaro lo riuscisse a vincere? Se le entrate delle vincite fossero superiori alle perdite delle giocate ci si troverebbe comunque in presenza di una persona affetta da gioco d’azzardo compulsivo?
 
Il GIOCO d’AZZARDO PATOLOGICO è tale al di là dell’impatto economico che ha sul giocatore (o sulla sua famiglia) in quanto è una manifestazione di un problema EMOZIONALE, RELAZIONALE e COMPORTAMENTALE: anche se tutti i debiti di un giocatore patologico venissero saldati, il problema non sarebbe risolto, perché resterebbe il legame del giocatore con l’incontrollabile ossessione rispetto al gioco e alle gratificazioni/frustrazioni che derivano da esso.
 

In Conclusione..

 
Giocare d’azzardo non è di per sé un qualcosa di negativo o un sintomo di malessere, il problema nasce quando la SENSAZIONE di piacere che deriva dal brivido del rischio è l’unica forma di gratificazione che la persona percepisce.
 
Essendo una patologia complessa il GAP può richiedere l’intervento di molteplici figure professionali, e ove necessario, la possibilità si brevi ricoveri in strutture specializzate.
 
A volte si gioca per sfuggire da qualcosa, ritrovando nel gioco un comodo “RIFUGIO PER LA MENTE”, altre volte il gioco diventa TUTTO, perché non si vedono altre soluzioni ai problemi, e “tanto vale giocarsi il tutto per tutto”, ma non è per forza così, per ogni problema c’è una soluzione.
In ogni caso..
NEVER BACK DOWN!

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