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Cos’è la Personalità?

 
La personalità di un individuo potrebbe essere definita come l’insieme di tutte le caratteristiche, o di tutti i tratti stabili, che ciascuna persona possiede, caratterizzandola nel corso della propria vita in condizioni “ordinarie”.
 
Questo insieme di caratteristiche e/o tratti sarebbe il risultato dell’interazione tra diversi aspetti:
 
Biologici (temperamento innato di una persona)
Psicologici (carattere e adattamenti personali alla vita)
Socio-Culturali (influenze derivanti dal proprio contesto di vita di riferimento)
 
Ognuno di noi, a seguito dell’interazione e della reciproca influenza di questi elementi, ha dato vita alla propria UNICA e IRRIPETIBILE personalità; fatta salva l’indiscutibile unicità di ciascuno di noi e della nostra personalità, esistono degli elementi, dei “principi di funzionamento”, comuni a tutte le persone, che possono essere studiati per comprendere come “funzionano”, a grandi linee, le persone: facciamo un esempio che renda meglio l’idea.
 
Ognuno di noi ha delle impronte digitali uniche (così come ha una propria personalità unica), in un mondo di persone che a loro volta hanno delle proprie impronte digitali uniche (così come delle personalità uniche): così come esistono modi per “studiare, catalogare e differenziare le caratteristiche” delle impronte digitali, esistono modi per “studiare, catalogare e differenziare le caratteristiche delle personalità e la loro organizzazione”.
 

Le organizzazioni di personalità

 
Secondo il modello di KERNBER, il funzionamento mentale delle persone si articolerebbe attraverso 3 ORGANIZZAZIONI di PERSONALITÀ specifiche; immaginando un “continuum” che vada da un funzionamento più “sano” ad uno più “patologico” della personalità troviamo, troviamo:
 
l’organizzazione NEVROTICA di personalità
l’organizzazione BORDERLINE di personalità
l’organizzazione PSICOTICA di personalità.
 
Le tre organizzazioni si differenziano sulla base di:
 
Grado di integrazione o dispersione dell’identità: l’integrazione dell’identità riguarda la continuità temporale e affettiva che la persona ha di sé stessa e degli altri. Se è mantenuta i rapporti con le altre persone significative appaiono stabili, profondi e caratterizzati da calore ed empatia. Se l’integrazione identitaria non è presente, il Sé della persona appare poco o mal integrato, inducendo comportamenti e sentimenti contraddittori che non possono essere integrati, portando la persona a vivere situazioni affettive di vuoto. Un altro criterio importante per la valutazione dell’identità riguarda i fenomeni di “debolezza dell’Io”, ovvero lo scarso controllo dell’angoscia e degli impulsi, e la mancanza di canali sublimatori maturi.
 
Meccanismi di difesa utilizzati: sono le “strategie” consce e inconsce con cui e persone affrontano le situazioni di crisi o di stress. Più i meccanismi di difesa usati sono “evoluti”, migliore risulta essere il “funzionamento mentale”.
 
La capacità di esame della realtà: è la percezione e interpretazione corretta che le persone hanno di loro, degli altri e del resto del mondo. Quando la capacità di esame di realtà comincia a venir meno ci può trovare in presenza di deliri, allucinazioni e compromissione della forma e dei contenuti del pensiero.
 
In genere la maggior parte delle persone tendono ad avere una organizzazione di personalità “Normo-Nevrotica”, in cui ansie, paure e frustrazioni tendono a coesistere senza intaccare in maniera pervasiva e patologica la personalità.
 

I Disturbi di Personalità

 
I Disturbi di Personalità (DP) possono essere considerati come delle “varianti patologiche” della personalità, in cui alcuni aspetti personali, relazionali o difensivi si “irrigidiscono”, rendendo la persona poco flessibile e adattabile.
 
Il modello di adattamento/interazione con il mondo tende a cristallizzarsi attorno a dei nuclei di funzionamento che difficilmente possono essere messi in discussione dagli altri, portando chi ha un disturbo di personalità a vivere in maniera quanto meno conflittuale il rapporto con gli altri.
 
Spesso i disturbi di personalità tendono a essere “egosintonici”, cioè la persona non si percepisce come malata, o con un “problema”, dal momento che per lei è normale “essere cosi”; altre volte il livello di sofferenza derivante dalle difficoltà personali e/o relazionali è talmente elevato da spingere le persone stesse a chiedere aiuto e a rivolgersi a qualcuno.
 
Secondo l’American Psychiatric Association i disturbi di personalità riconosciuti sarebbero:
DP Paranoide
DP Schizoide
DP Schizotipico
DP Antisociale
DP Borderline
DP Istrionico
DP Narcisistico
DP Evitante
DP Dipendente
DP Ossessivo‐Compulsivo
DP Non altrimenti Specificato

 

In Conclusione..

 
Ognuno di noi ha una propria UNICA e IRRIPETIBILE personalità, derivante dall’integrazione tra aspetti “innati”, aspetti “acquisiti” e aspetti “creati” da noi stessi in base alle nostre esperienze e a come abbiamo reagito alle vicissitudini della vita.
 
Talvolta questo “mix” di elementi porta a sviluppare un modo di interagire con noi stessi, con gli altri e con il mondo in maniera caotica, conflittuale e dolorosa.
 
Spesso il contesto in cui nasciamo, cresciamo e viviamo può essere un valido “alleato”, che tutela e aiuta a superare fragilità e debolezze, altre volte può diventare un potenziale pericolo dal quale difendersi ricorrendo a qualunque “espediente di salvaguardia”.
 
Ci sono momenti in cui non ci piace chi siamo e vorremmo essere diversi, e altri in cui vorremmo che gli altri ci vedessero esattamente per quello che siamo e ci apprezzassero; capire chi siamo e come “funzioniamo” può essere un valido aiuto per capire quale posto occupiamo nel mondo.
In ogni caso..
NEVER BACK DOWN!

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