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Cos’è l’ansia?

 
L’ansia è una EMOZIONE universale insita nella natura umana; di per sé non è un qualcosa di negativo, anzi, si potrebbe dire che l’ansia sia stata un “espediente di salvaguardia” legato alla sopravvivenza della specie umana.
 
La funzione dell’ansia è quella di “anticipare” un potenziale pericolo, ATTIVANDO il nostro organismo e mettendolo in allerta, in modo da velocizzare la risposta e fronteggiare un pericolo.
 
Le risposte ad un potenziale pericolo sono tendenzialmente innate, e sono generalmente riconducibili a 3 tipologie di comportamento:
 
ATTACCO (fronteggiare il pericolo)
FUGA (scappare dal pericolo)
FREEZE (restare immobili pietrificati).
 
Nella nostra vita quotidiana le situazioni che possono “attivare l’ansia” sono molteplici, ma per fortuna, nella maggior parte dei casi si risolvono positivamente, senza provocare conseguenze particolarmente negative: il superamento di questi “episodi ansiosi” rappresenta un elemento fondante dello sviluppo e della maturazione della personalità.
 
Può capitare che però la risposta di ATTIVAZIONE a un potenziale pericolo sia sproporzionata o immotivata, portando a vivere in maniera soggettivamente negativa molteplici situazioni, avvenimenti o relazioni: in questi casi si può trattare di una vera e propria patologia psichica, che sarebbe utile affrontare con un intervento psicoterapeutico.
 

È tutta uguale l’ansia?

 
È utile fare una distinzione tra un’ansia di STATO legata a situazioni o contesti specifici, e un’ansia di TRATTO legata ad una caratteristica relativamente stabile della personalità di una persona.
 
L’ansia di STATO si tende a manifestare in determinate situazioni o circostanze (ad esempio prima o durante un esame, quando si deve fare un discorso in pubblico, quando ci si trova ad affrontare situazioni nuove, etc..); si tratta generalmente di una condizione transitoria, che tende ad esaurirsi al termine della specifica situazione scatenante.
 
L’ansia di TRATTO è un qualcosa di più PERVASIVO, fa parte delle “caratteristiche di personalità” e non è di per sé espressione di patologia, anche se, quando è elevata, può essere un elemento PREDISPONENTE alla patologia ansiosa: tale condizione porta a percepire come potenzialmente pericolose situazioni e/o contesti che normalmente non verrebbero considerati tali.
 
Si parla poi di DISTURBI D’ANSIA, perché la “categoria diagnostica” dell’ansia contempla tutta una serie di DISTURBI specifici, differenziandoli sulla base di specifici criteri e parametri (sintomatologia, durata, modalità di insorgenza, etc..) e tra i più comuni, non indotti da sostanze o da condizioni mediche di altro genere, si possono trovare:
 
Agorafobia
Altro Disturbo d’ansia specifico
Disturbo d’ansia da condizione medica
Disturbo d’ansia generalizzato
Disturbo d’ansia non altrimenti specificato
Disturbo d’ansia da separazione
Disturbo d’ansia sociale
Disturbo di panico
Fobia Specifica
Mutismo selettivo

 

In conclusione..

 
L’ansia è un’emozione comune a tutte le persone, nella maggior parte dei casi ci è “utile” (spesso senza che noi ce ne accorgiamo) perché ci attiva e ci “sprona” a reagire alle situazioni; a volte purtroppo, per i motivi più disparati, da emozione “UTILE” si trasforma in “OSTACOLO”, da “RISORSA” a “PROBLEMA”.
 
In questi casi rivolgersi a un PROFESSIONISTA può davvero essere utile, per CAPIRE e COMPRENDERE cosa stia succedendo e scoprire quali possibilità ci siano per STARE MEGLIO.
In ogni caso..
NEVER BACK DOWN!

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