Cosa vuol dire comunicare?

 
La comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) nella sua definizione base è l’insieme dei fenomeni che comportano la distribuzione di informazioni e/o messaggi, e implica che ci siano sempre almeno 2 “attori”: chi PRODUCE/GENERA informazioni/messaggi, e chi è DESTINATARIO delle informazioni/messaggi.
 
Facciamo un esempio:
in questo momento, chi sta leggendo queste parole, è il DESTINATARIO delle informazioni contenute in questa pagina, informazioni che sono state PRODOTTE/GENERATE da me.
 
Ogni forma di comunicazione ha poi un “INTENTO”, ovvero mira a produrre un’AZIONE (o una catena di azioni) in coloro che sono i DESTINATARI della comunicazione.
 
Continuando a fare l’esempio di prima,
l’INTENTO delle informazioni scritte da me in questa pagina è quello di interessare il lettore (il DESTINATARIO delle informazioni), di incuriosirlo, e magari di portarlo a contattarmi (AZIONE auspicata) per avere più informazioni su un argomento di cui era già interessato, o di cui si è interessato leggendone.
 
Nel caso andasse a buon fine questo PROCESSO comunicativo, ci troveremmo in presenza di quella che viene definita come “COMUNICAZIONE EFFICACE”, ovvero di una comunicazione che ha prodotto il RISULTATO per cui è stata pensata: se ci pensiamo bene è esattamente lo stesso processo alla base delle PUBBLICITÀ, che mirano a far compiere delle AZIONI (comprare un determinato prodotto) negli spettatori (DESTINATARI della comunicazione).
 
Ma perchè è importante conoscere i principi della Comunicazione?
 
Conoscere i principi della comunicazione è fondamentale per creare una STRATEGIA COMUNICATIVA EFFICACE, che porti a ottenere quei specifici risultati per cui è stata pensata la Strategia Comunicativa.
 
I principi che governano la comunicazione e le interazioni tra le Persone sono moltissimi; per avere un’idea di base si può partire da 1 (o meglio 5) dei Capisaldi tra principi comunicativi, ovvero i “I 5 ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE UMANA”, elaborati dallo Psicologo Paul Watzlawick e il gruppo di ricerca dell’Mental Research Institute di Palo Alto (California), che sostengono:
 
Sia impossibile NON comunicare, in quanto qualsiasi comportamento (volontario o involontario, consapevole o inconsapevole) in una situazione di interazione tra persone, anche il non far nulla, sia di fatto una forma di comunicazione;
 
La Comunicazione abbia sempre 2 elementi, uno di CONTENUTO, ovvero il significato del messaggio, e uno di RELAZIONE, ovvero l’esplicitazione dei ruoli ricoperti dagli attori che stanno comunicando;
 
Esista una “punteggiatura” nelle sequenze comunicative, e che tale punteggiatura delle sequenze di scambi comunicativi tenda a differenziare la relazione tra gli individui coinvolti nell’interazione, definendone i rispettivi ruoli;
 
La Comunicazione si differenzi tra un aspetto “numerico/digitale”, legato al contenuto verbale del messaggio, e un aspetto “analogico” che veicola tutti gli aspetti NON verbali, ovvero fisici (linguaggio del corpo) e paraverbali (intonazione e suono della voce);
 
Esista un’interazione COMPLEMENTARE o SIMMETRICA tra gli attori in gioco; nel primo caso gli interlocutori assumono diverse “posizioni comunicative” che si completano a vicenda (attività/passività, comandante/esecutore), mentre nel secondo caso le “posizioni comunicative” sono di pari livello.
 
Questo è solo un esempio di quanti fattori, più o meno noti, intervengano durante il processo comunicativo tra 2 o più persone; comprendere al meglio queste dinamiche comunicative permette non solo di “dire bene le cose”, ma di poterle addirittura cambiare, raggiungendo i risultati auspicati dal messaggio comunicativo.
 
(Guarda cosa propongo)