Come funziona una Squadra?

 
Ogni Gruppo è un qualcosa di Diverso della sola somma di tutti i suoi membri“, teorizzò il celebre Psicologo tedesco Kurt Lewin, e in effetti è proprio così!
 
In ogni Gruppo, così come i ogni Squadra (N.B. i 2 termini non sono affatto sinonimi!) ci sono Ruoli, Status, Correnti di Pensiero , Leadership Formali e Informali (e molti altri aspetti), che rendono quel determinato Gruppo o Squadra Unico
 
Sebbene ogni gruppo (così come ogni persona) sia diverso da ogni altro, ci sono alcune “costanti” “universali” presenti in tutti i gruppi che, se conosciute e comprese da chi si trova a lavorare in questi contesti, possono essere di grande Utilità e portare a Migliorare i Risultati del lavoro condiviso.
 
Leader, Capitano, Allenatore, Gregario, Capro Espiatorio, In ogni gruppo esistono RUOLI e STATUS ben definiti, che determinano le relazioni tra i membri e possono dare indicazioni utili sulle dinamiche che si intrecciano tra i partecipanti; sebbene ogni gruppo (così come ogni persona) sia diverso da ogni altro, ci sono alcune “costanti” “universali” presenti in tutti i gruppi.
 
Le dinamiche che si creano tra i partecipanti di un gruppo potrebbero sembrare qualcosa di caotico e disorganizzato; al contrario esiste una “geometria”, che pur nelle sue diversificazioni, possiede alcune costanti su cui vale la pena riflettere.
 
Ogni gruppo ha una sua “struttura di gruppo”, ovvero dei fenomeni specifici che hanno una certa stabilità (pur non essendo immutabili) e permettono di costruire quell’architettura entro la quale si svolge la vita del gruppo.
In ogni gruppo esistono 2 sistemi “referenziali” nei confronti dei membri: una gerarchia legata allo STATUS dei singoli partecipanti, ed una riferita al RUOLO che ciascun membro ricopre.
 
Entrambe le componenti, di RUOLO e di STATUS, sono soggette sia ad aspetti “istituzionali” (legati ad una “imposizione” dall’alto che può essere accolta ma non sempre condivisa dal gruppo) che “personali” (derivanti da caratteristiche personali riconosciute dal gruppo stesso).
 
Di fatto un gruppo non potrebbe esistere se non vi fossero regole (implicite ed esplicite) che rendono ordinato, prevedibile, controllabile e “gestibile” il flusso di scambi di un insieme di individui che si incontrano per i motivi più diversi.
 

Come si passa dall’essere un Gruppo all’essere una Squadra?

 
Un Gruppo può essere definito “generalmente” come un insieme di persone (a partire da un minimo di 3) che si ritrova in determinato momento e in un determinato luogo (in forma fisica, ideologica o digitale): di fatto delle persone che si ritrovano in coda alla posta sono un GRUPPO.
 
Il fatto che ci possano essere degli Interessi comuni, un’Organizzazione sulle modalità di incontro e la Volontà condivisa di raggiungere degli Obiettivi comuni è considerato l’inizio di un Gruppo Semi-Strutturato; i gruppi possono poi via via sempre più evolversi e strutturarsi in maniera sempre più complessa e articolata.
 
Il primo passaggio che porta un Gruppo (più o meno organizzato e strutturato) verso una “primordiale forma di Squadra presuppone che:
 
A livello individuale: si accetti la complementarietà dei Ruoli tra tutti membri, si acceti l’esistenza di uno scopo significativo comune “sueriore” a quello personale, capacità di risolvere problemi e prendere decisioni in gruppo
 
A livello di gruppo: si crei una visione comune e condivisa di chi si è e chi si voglia diventare, i “compensi” siano basati sui successi della squadra (e non dei singoli), e si capisca che la squadra NON è “forte” tanto quanto “il più forte tra i suoi menbri”, ma quanto “l’anello più debole della Catena”.
 
Secondo un modello condiviso, si ritiene che gli stadi della formazione di una Squadra siano:
 
Il Forming (in cui i membri familiarizzano, studiano forze e debolezze reciproche, verificano se sono parte del gruppo, identificano il loro ruolo, comparano l’attenzione che il coach dedica a ciascuno di loro e il gruppo individua i propri compiti: fattore rilevante in questa fase e che la strategia di allenamento deve coinvolgere tutti, fin dal primo allenamento)
 
Lo Storming (in cui i membri attuano atteggiamenti di resistenza al leader, rifiutano il controllo da parte del gruppo, sono in conflitto con le richieste poste; il gruppo comincia a fissare le prime regole di squadra: fattore rilevante in questa fase è che il coach abbia un tipo di comunicazione aperta, in modo che lo stress l’ostilità siano ridotti)
 
Il Norming (in cui i membri sostituiscono l’ostilità con la cooperazione e la solidarietà, elaborano uno spiccato senso di umiltà, sono rivolti alla coesione, nutrono un profondo senso di rispetto per gli altri, avvertono la stabilità dei reciproci ruoli e il gruppo inizia a lavorare per un obiettivo comune: fattori rilevanti sono il complimentarsi per gli sforzi, i miglioramenti e la qualità della performance con tutta la Squadra)
 
Il Performing (in cui i membri incanalano tutti gli sforzi per il successo del team, ricorrono al problem solving come processo di gruppo, si aiutano reciprocamente e il gruppo è orientato alla performance: fattori rilevanti sono il creare un clima di collaborazione ed eliminare competizione ed aggressività verso i compagni)
 
L’Adjourning (i membri diminuiscono i contatti tra loro, si riduce il senso di dipendenza reciproco, avvertono di aver completato il loro compito, sono consapevoli che il compito del gruppo è finito)
 
Imparare a riconoscere le DINAMICHE di GRUPPO, avere consapevolezza dei RUOLI, dello STATUS e delle REGOLE che governano le interazioni tra i membri è di fondamentale importanza per tutti coloro che hanno a che fare che con dei gruppi (ALLENATORI, TECNICI, DIRIGENTI), soprattutto nella prospettiva di “trasformare” un GRUPPO in una SQUADRA.
 
(Guarda cosa propongo)