Si conclude con una serata di festa, dedicata alla Moda e allo Sport, il primo anno di attività del
progetto EXPEDIO Lab 4.0 dell’ IIS Primo Levi di Torino, che ha coinvolto più di 300 studenti della
Rete dei licei sportivi piemontesi e di altre scuole della provincia di Torino.
 
Giovedì 28 giugno, in occasione della Torino Fashion Week 2018 (TFW), EXPEDIO
Lab 4.0, la piattaforma europea EPSI e CLusSport presenteranno il workshop
“Innovazione, moda e design nello sportwear “.
 

 

 
La parola panico nasce dalla mitologia greca in cui si narra del “dio Pan”, metà uomo e metà caprone, abituato a comparire all’improvviso sul cammino altrui, suscitando un terrore interiore e scomparendo poi velocemente, lasciando le proprie vittime nell’incapacità di spiegarsi quanto è accaduto e ciò che hanno provato.
 
Spesso chi soffre di attacchi di panico vive con la “paura della paura”, che alimenta a sua volta l’ansia e produce un “terrore incrementale”.
 

 
C’era una volta un uomo a cui i briganti rubarono il pollame, i cavalli e le monete d’oro risparmiate.
 
Disperato dall’accaduto l’uomo Disse: Dio è stato malvagio con me, come farò adesso?
 
Cominciò a vivere da mendicante, fino a quando non si ebbe più notizia di lui.
 
I briganti andarono anche dal vicino di casa di quest’uomo: pure a lui rubarono monete, pollame e cavalli.
 
Dopo un attimo di smarrimento e di lacrime, l’uomo guardò la propria casa e disse: se Dio mi ha dato questa possibilità di ricominciare da capo, significa che saranno meravigliose le cose che saprò costruire.
 
La differenza dal primo al secondo uomo è frutto di un lavoro su di sé effettuato con dedizione e meticolosità, pazienza e precisione.
 
Forse uno dei principi alla base della cosiddetta “psicologia positiva”, che sempre di più rivela il suo potenziale terapeutico in patologie come depressione, attacchi di panico, ansia, e dolore.
 

 
Un noto racconto Cinese narra di un anziano contadino il cui figlio lasciò un giorno aperta la porta della stalla, così che l’unico cavallo che avevano fuggì via. I vicini si affrettarono a visitare il vecchio contadino per mostrargli la loro solidarietà: “Che sfortuna!” Gli dissero.
 
Tuttavia, il vecchio restò impassibile, e disse: “Può essere, può essere”.
 
Il giorno dopo, il cavallo tornò, e portò con sé altri 10 cavalli selvaggi che lo avevano seguito dalle montagne. Ora il contadino aveva 11 cavalli. Tutti i vicini tornarono a visitarlo e gli dissero: “Sembra che alla fine sia stato un colpo di fortuna che il cavallo sia scappato.”
 
Il vecchio rispose solo: “Forse, forse”.
 
Il giorno dopo, mentre suo figlio stava cercando di domare uno dei cavalli, cadde e si ruppe una gamba. I vicini allora gli dissero: “Alla fine dei conti, sembra essere stata una sfortuna. Ora avete molti cavalli ma tuo figlio non può aiutarvi. È terribile”.
 
Il contadino, invece di lamentarsi, rispose: “Forse, forse”.
 
Qualche giorno dopo, arrivò l’esercito al villaggio per reclutare tutti i giovani in salute per combattere una guerra agli ordini dell’Imperatore. Tuttavia, dal momento che il figlio del contadino aveva una gamba rotta, non venne preso e rimase al sicuro a casa.
 
Anche in questo caso, i vicini gli dissero che era stata una fortuna. E anche in questo caso il contadino rispose: “Forse, forse”.
 
Questa storia molto semplice contiene un insegnamento importante: nella vita non ci sono situazioni completamente buone o completamente cattive, tutto ha dei pro e contro. Anche se a volte, quando siamo sopraffatti da tristezza, rabbia o frustrazione, facciamo fatica a vedere gli aspetti positivi non dobbiamo dimenticarci che una soluzione può essere dietro l’angolo.
 
Per ogni problema c’è una soluzione, e in ogni caso..Never Back Down!
 

 
La nostra società è evoluta, ma non sempre evoluzione significa equilibrio e armonia. Lottiamo per stare meglio, ma finiamo per essere avidi, innescare circoli viziosi di ansia e insoddisfazione. Questa la parafrasi del pensiero dello psichiatra Michele Cucchi durante la Giornata Mondiale della Felicità. Illuminando una strada che insegna a raggiungere una condizione di Gratitudine per quello che si ha, senza mettere il proprio Sé al centro ma vivendo con e per gli altri.
 
http://www.adnkronos.com/salute/2015/03/20/curiosita-riflessione-autocontrollo-nella-ricetta-per-essere-felici_8uAnyxvVwVQgS0TirIRtvJ.html
 

 
Lo sapevate che..
circa Il 97% degli italiani ha sperimentato almeno una forma di stress nella propria vita? E grazie alla tecnologia e i Social il fenomeno è in aumento.
 
Per 8 italiani su 10 lo stress causa lievi disturbi di salute e alcune delle cause più comuni sono legate all’uso di pc, smartphone e tablet. Gli italiani sono sempre in ansia da social network e wi-fi, con la sensazione di non avere abbastanza tempo per fare tutto e bene.
 

 
Secondo la teoria dei SEI GRADI DI SEPARAZIONE, proposta nel 1929 dallo scrittore Frigyes Karinthy, ogni singolo essere umano sul nostro pianeta è collegato a tutti gli altri attraverso una “catena” di conoscenze e relazioni che coinvolge, al massimo, altre 5 persone.
In un mondo sempre più connesso e “SMART”, una singola opera di bene e di “umana gentilezza” nei confronti di una persona ha un potenziale effetto positivo a catena su qualunque altra, compresi noi stessi: è questo il messaggio del video Life Vest Inside-Kindness Boomerang – “One Day”.
 

 

 
A volte sono i cambiamenti più piccoli ad esser capaci di innescare in noi le rivoluzioni più grandi: si incomincia sempre da piccole cose, ma se abbiamo fiducia nei meccanismi che lavorano segretamente dentro di noi, il movimento si trasmette e si amplifica.
 
“Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino”.
(Napoleon Hill).
 

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Pubblicato da Die Köpfe der Genies su domenica 29 marzo 2015